I prodotti raffinati: ma fanno davvero così male?

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I prodotti raffinati: cosa sono?

Sempre più spesso si sente parlare di prodotti raffinati, quali zucchero e farine. Ma, concretamente, di cosa stiamo parlando? E perché essi sono ritenuti così dannosi per la nostra salute?

Il primo passo per giungere a una nuova consapevolezza alimentare, per seguire un regime sano e naturale, consiste proprio nel conoscere più da vicino questi prodotti per eliminarli, in modo definitivo, dalla nostra dieta.

Tendenzialmente, quando ci si riferisce ai prodotti raffinati, si fa riferimento ad alimenti preconfezionati, di tipo industriale, ricchi di zuccheri, sale e grassi idrogenati che, per essere prodotti su scala, perdono la loro naturalezza, giacché trattati con sostanze chimiche e riempiti di additivi alimentari. Quindi, per restare in salute, dovremmo dire addio a zucchero bianco, farina bianca, grassi idrogenati, snack salati e cereali di tipo non integrale.

Certo, non si tratta di prodotti di poco conto. Basti pensare anche semplicemente allo zucchero. Così dolce, profumato e bianco, nessuno penserebbe alle insidie, potenzialmente mortali a lungo andare, che lo zucchero bianco possa portare all’organismo. Prodotto grazie alla fotosintesi di acqua e anidride carbonica, lo zucchero bianco è in grado di apportare solo calorie nude, non generando alcun tipo di nutrimento all’organismo. Considerati tra i maggiori responsabili dell’insorgenza di diabete, malattie cardiovascolari, obesità, problemi al fegato e di tipo metabolico, i prodotti raffinati come lo zucchero bianco, andrebbero introdotti nella dieta con estrema moderazione.

Per farlo, però, è necessario informarsi e, soprattutto, leggere con attenzione tutte le etichette dei cibi che intendiamo assumere. Perché potremmo imbatterci in bevande, all’apparenza contenenti solo frutta fresca, in cui invece lo zucchero è presente in modo sproporzionato rispetto alla frutta stessa. Senza contare, poi, che assunte per dissetarci, esse sortiscono l’effetto opposto, inducendo il nostro organismo a bere molto di più. E il consumo di zucchero lievita all’inverosimile, divenendo un vero e proprio pericolo da non sottovalutare.

I sostituti dei prodotti raffinati

Per insaporire le bevande, per preparare dolci, biscotti e torte che possano essere gustosi, e allo stesso tempo anche sani e genuini, al posto dello zucchero bianco si può utilizzare la stevia, non raffinata a livello industriale, il miele, lo sciroppo d’acero, lo sciroppo concentrato di mela o uva e, infine, il succo d’agave.

Prodotti e farine raffinate: quali malattie provocano?

Nonostante opinioni contrastanti e studi di settore, allo stato attuale non possiamo affermare con certezza che ci sia una strettissima correlazione tra l’assunzione di prodotti e farine raffinate e l’insorgenza dei tumori. Se, infatti, l’epidemiologo Franco Berrino ha avuto modo di sottolineare come le farine e i prodotti raffinati siano dei potenziali veleni per il nostro organismo, Vittorio Krogh, il direttore della “Struttura complessa di Epidemiologia e Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano“, pur non essendo favorevole all’abuso di tali prodotti, mantiene i toni decisamente più bassi, raccomandando una dieta a base di frutta, verdura, legumi e cereali di tipo integrale.

Eppure, non si possono certo tralasciare gli effetti che l’uso prolungato di prodotti e farine raffinate possano provocare al nostro organismo. Gli additivi fosfati contenuti all’interno di tali prodotti, infatti, utilizzati per conferire un sapore più deciso agli alimenti, secondo studi coreani e statunitensi, sarebbero da annoverare tra le più frequenti cause di cancro al polmone. Quindi, secondo la Food and Drug Administration, andrebbero evitati i dolcificanti artificiali a base di zucchero, il bromato di potassio, già vietato in Europa, il glutammato monosodico, l’olestra, l’anidride solforosa e lo sciroppo di fruttosio, largamente utilizzato negli Stati Uniti e responsabile dell’innalzamento dei livelli di colesterolo e glicemia.

Alcuni degli additivi alimentari elencati, infatti, possono provocare dolore cronico, sclerosi multipla, aumenti di peso, tumori alla vescica e un’alterazione dell’equilibrio ormonale. Senza contare che tutti i cibi raffinati possono portare a un rapido invecchiamento, all’indebolimento dei tessuti connettivi, a una minore concentrazione e a insufficienza respiratoria. La situazione, di certo, non potrebbe essere più preoccupante. Anche perché le farine e gli zuccheri raffinati sono largamente utilizzati all’interno dell’industria alimentare e diventa sempre più difficile trovare dei cibi considerati totalmente puri, a eccezione di frutta, verdura e cereali. E sul banco degli imputati, inoltre, non può che salire anche lo junk food, il cibo spazzatura. Benché le patatine fritte, i cibi pastellati e poi fritti, snack dolci e salati, hot dog, merendine confezionate e alimenti ricchi di grasso costituiscano una tentazione irresistibile anche per il più salutista e attento alla dieta, essi sono tra i principali responsabili dell’innalzamento degli indici glicemici, generando un’eccessiva dipendenza dal cibo.

Va da sé, dunque, che un organismo abituato ad assumere cibi sapidi e ricchi di grassi, possa non trovare soddisfazione da un buon piatto d’insalata o da colorate porzioni di frutta e verdura. In questo modo, i vasi sanguigni diventano meno flessibili, causando alterazioni del flusso circolatorio. Ma perché, dunque, compromettere la propria salute, mettere a repentaglio il proprio fisico per continuare ad assumere sostanze di cui potremmo tranquillamente fare a meno o, quantomeno, ridurre l’impiego?

A proposito di farina 00: i potenziali rischi per la salute

In campo medico-scientifico, com’è noto, non è possibile parlare di certezze assolute. Se, infatti, fino a qualche anno fa, la farina di tipo 00 era demonizzata da epidemiologi, nutrizionisti e dietologi di fama internazionale, oggi le cose sono un po’ diverse. Il primo passo per addivenire a un sano regime alimentare, dunque, è informarsi correttamente. Da più parti, infatti, si legge di quanto la farina 00 sia priva di valori nutrizionali, che si trasformi in una colla, provocando disturbi a fegato, stomaco e intestino. In realtà, la situazione è davvero molto complessa. Se paragonata alla farina integrale, quella doppio zero contiene meno sali minerali, fibre e vitamine, irrimediabilmente persi nel processo di lavorazione e vanta un indice glicemico più alto, derivante da una maggiore concentrazione di amido.

Tutto ciò, però, non significa affatto che la farina 00 possa essere considerata un veleno tossico per l’organismo. Ma allora perché si parla dei suoi potenziali rischi per la salute? La risposta, forse, potrebbe risiedere all’interno del suo processo di raffinazione. Largamente impiegata nell’industria alimentare e nelle principali preparazioni casalinghe, la farina 00 è ottenuta dalla macerazione del chicco di grano, eliminando sia il germe sia la crusca, all’interno dei quali sono contenuti aminoacidi, fibre, sali minerali, vitamine e acidi grassi. Il prodotto ottenuto, però, risulta estremamente povero di elementi nutrienti ma eccessivamente ricco di zuccheri.

Ma, allora, da dove possono derivare i problemi per la nostra salute?

Innanzitutto, dalla sbiancamento. Così come si evince dallo stesso nome, lo sbiancamento altro non è se non un processo chimico destinato ad aumentare il candore della farina grazie all’ossido di cloro. Tale composto, però, entrando in contrasto con gli aminoacidi, può formare ossalana, contribuendo all’innalzamento dell’indice glicemico con conseguente insorgenza del diabete. A onor di cronaca, c’è da dire che il “Disciplinare per la regolamentazione delle farine e della panificazione” dell’Unione Europea ha provveduto a vietare la tecnica dello sbiancamento già dalla fine degli anni Novanta. Quindi, da questo punto di vista, dovremmo poter stare più tranquilli. Resta fermo il pericolo derivante dall’aumento d’insulina, un ormone anabolico responsabile della crescita dei tessuti e dell’abnorme disponibilità di “riserve di tipo energetico”. Ma ciò, concretamente, cosa sta a indicare? Semplice.

Basta fare un raffronto tra la farina di tipo 00 e quella integrale. La farina 00, infatti, ha un maggiore carico glicemico, contiene più carboidrati, è decisamente più calorica e contiene un numero minore di lipidi, proteine e fibre. Ovviamente, i rischi per la salute diventano potenzialmente letali se si va ad alterare il cosiddetto “equilibrio nutrizionale”. Salvo che non si soffra di determinate patologie legate all’assunzione di farina di tipo 00, essa potrà continuare a far parte della nostra dieta, purché non si ecceda nel consumo. Anche perché, è bene ribadirlo, la farina è contenuta in pasta, snack, pane, prodotti dolciari e da forno. Ancora una volta, però, è opportuno sottolineare come l’assunzione di farina 00 non comporti automaticamente un aumento nel sangue del colesterolo cattivo, un’insorgenza repentina di tumori o di malattie cardiovascolari. Se qualsiasi tipo di abuso, infatti, è già grave di per sé, alla prolungata assunzione di farina di tipo 00 e di zucchero raffinato, non è possibile ricondurre automaticamente il proliferare dei tumori, di malattie cardiovascolari o inerenti al tessuto connettivo. Anche perché uno stile di vita poco sano, un’alimentazione eccessivamente squilibrata e una persistente sedentarietà, possono comunque portare a disfunzioni metaboliche in cui non è possibile isolare un’unica causa scatenante.

Cosa utilizzare al posto dello zucchero raffinato e dalla farina 00?

Adesso che il quadro della situazione inizia ad assumere contorni più chiari e definiti, è opportuno capire quali ingredienti e prodotti possiamo utilizzare al posto di quelli che vengono definiti, anche se in modo troppo superficiale e approssimativo, veleni bianchi.

Per dolcificare i nostri cibi, è possibile utilizzare:

  • lo zucchero di canna integrale,
  • dal lievissimo gusto di liquirizia forte, il dolcissimo sciroppo d’acero, largamente utilizzato in the e bevande affini,
  • il tradizionale miele,
  • melassa di provenienza biologica,
  • l’amasake, derivante dal riso bianco
  • e, infine, la stevia.

Sostituire la farina 00, invece, potrebbe essere più complicato, anche perché siamo ancora legati al suo utilizzo. Eppure, è davvero molto semplice. L’avremmo mai detto, infatti, che anche dalle castagne e dalle mandorle si potesse ottenere un tipo di farina gustoso e ricchissimo di sali minerali, vitamine e pochi grassi. Se la farina di castagne, dal retrogusto molto intenso, è l’ideale per preparare torte salate, quella a base di mandorle, è perfetta per realizzare creme e biscotti. Molto utilizzate, soprattutto nell’ultimo periodo, sia la maizena sia la fecola di patate costituiscono quell’ingrediente in più per addensare creme e salse, dolci oppure salate, per migliorare il processo di lievitazione e per regalare una maggiore elasticità all’impasto. Quindi, non è proprio impossibile rinunciare ai prodotti raffinati: basta semplicemente informarsi e scegliere le giuste alternative.