Chernobyl 30 anni dopo

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chernobyl 30 anni dopo

Chernobyl 30 anni dopo, facciamo una breve analisi di commemorazione al disastro nucleare più grande della storia.

Purtroppo i risvolti negativi dell’esplosione del reattore n. 4 del 1986 ancora stanno facendo il loro corso di devastazione, in Ucraina la popolazione da quel gravissimo incidente è diminuita di circa 6 milioni di persone, causa principale l’altissimo grado di mortalità infantile, tanto che il Governo ha stanziato incentivi per le famiglie che mettono al mondo il terzo figlio.

I figli delle persone colpite dalle radiazioni, e l’instabilità genomica hanno provocato e provocano malattie genetiche, malformazioni e ovviamente tumori, sia per le nuove generazioni che per loro che 30 anni fà erano bambini e hanno subito le radiazioni per tutto il tempo, circa 3 anni che ci sono voluti per coprire definitivamente la fuoriuscita del vapore radioattivo, con circa 600 mila uomini a lavoro ininterrottamente per cercare di arginare il danno.

Questi numeri scaturiscono da un recente studio fatto da Greenpeace che ha fotografato la situazione mettendo alla luce dei risultati ben diversi da quelli che il Governo ha sempre voluto farci credere, solo un dato su tutti, la percentuale dei bambini (più colpiti) affetti da malattie croniche dal 1986 ad oggi, siamo passati dal 9 all’80%, tra prima e dopo la catastrofe.

La popolazione Ucraina rispetto a Chernobyl:

Dopo una prefazione simile può sembrarvi strano ciò di cui vi parlerò, ma la realtà dice che la popolazione non ricorda Chernobyl come la catastrofe nucleare più devastante della storia, ma come opportunità di fare soldi, sembra sconcertante questa affermazione ma è ciò che risulta da interviste fatte in loco e da ciò che la gente pensa.

La parte della popolazione attaccata al Dio denaro, vede tutto l’indotto intorno a Chernobyl come un’ooportunità di denaro, sono molti i turisti che arrivano a vedere la situazione e sono altrettante le persone che lavorano nella centrale, questo agli occhi del popolo non è che positivo, dimenticandosi spesso di cosa invece ha significato la centrale veramente.

I posti di lavoro dopo l’incidente non sono diminuiti anzi sono aumentati, tra quelli che sono serviti per mettere in sicurezza il reattore 4 e quelli che lavoravano normalmente negli altri reattori, le agenzie di viaggio che organizzano gite e viaggi guidati, addirittura si parla della costruzione di alberghi di lusso per ospitare turisti, la gente è sempre più interessata a visitare le zone più interne e più pericolose, per scattarsi un selfie, dimenticandosi di quelle persone che sono morte per limitare i danni e di tutte quelle che stanno soffrendo a causa sua, per non parlare delle ripercussioni ambientali, l’area contaminata conta un raggio di 30 km dalla centrale, un area completamente bandita da qualsiasi attività, eppure sono moltissime le persone che ogni giorno raggiungono il cuore di questo inferno per prestare il loro lavoro quotidiano che non si è mai interrotto, quasi come se nulla fosse mai successo, sembra esserci da parte della popolazione un rifiuto a voler ammettere ciò che realmente è.

Moltissimi si sono ammalati e moltissimi si ammalano per l’elevatissimo inquinamento radioattivo dell’area, eppure il personale della centrale lavora con un livello di protezione bassissimo, e alla fine di ogni anno di lavoro al controllo delle radiazioni accumulate di ogni lavoratore, se risulta maggiore del consentito, avendo firmato un foglio di accettazione di responsabilità, spesso si viene additati come responsabili.