Come rendere felice il cane

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rendere felice il cane

Ormai sono parte integrante di moltissime famiglie, tanto da essere considerati spesso al pari di un familiare, ma questo è giusto? Vediamo cosa fare e come rendere felice il cane.

Spesso la mancanza di affetto, la mancanza di persone care o di figli, e la solitudine ci portano a considerare il nostro amico a quattro zampe al pari di un familiare dandogli anche troppo affetto rispetto a quello che invece si dovrebbe, conseguenza di ciò sono tutti quegli atteggiamenti sbagliati che vediamo in giro.

Nessuno nasce imparato, e quando non sappiamo cosa fare ci comportiamo d’istinto, ma gli animali, sono molto difficili da addestrare, e spesso i nostri comportamenti usuali risultano sbagliati.

Iniziamo prima di tutto con l’acquisire la consapevolezza che tenere un cane, significa sacrificio, amore, dedizione, ma anche amore ricambiato, e passione allo stato puro, il sentimento del cane, non è inquinato da nessun tipo di secondo fine, ma da amore allo stato puro e completa stima.

Il cane, resta pur sempre un animale e non una persona, e come tale va trattato, i suoi istinti, le sue priorità, le sue esigenze, vanno prima capite e poi rispettate, ma se davvero si ama bisognerebbe che tutti noi, prima di prendere un animale in casa, dovremmo capire come comportarci per renderlo veramente felice e non trattarlo come un pupazzo, o peggio come un bambino.

Il cane è un’animale molto intelligente, e con una gran memoria, vediamo infatti che si ricordano di abitazioni, di persone, soprattutto collegando gli odori, prima che l’immagine, infatti al contrario nostro, loro sviluppano prima l’olfatto, poi l’udito e la vista.

Ma vediamo cosa dobbiamo fare e come dobbiamo comportarci per rendere felice il cane, sfatando alcuni miti.

Cosa fare per rendere felice il cane:

cane felice

Tutto quello che scriveremo sono dei consigli di appassionati, da prendere come tali, per l’addestramento serio e sicuro, soprattutto in casi particolari, va chiesto sempre il parere di un educatore professionista.

  • dargli regole, le regole sono alla base di una buona educazione del nostro amico a quattro zampe, ci farà vivere meglio a noi e vivrà meglio anche lui
  • definire gli spazi, letto, divano, stanze di casa, vanno definite le aree comuni e quelle non, dove lui non dovrà assolutamente entrare, se non dopo il nostro benestare
  • entrare e uscire da porte sempre prima di lui, e mai dietro di lui
  • la guida al guinzaglio è fondamentale per la definizione del capobranco, il cane dovrà stare sempre con la testa all’altezza della nostra gamba, mai avanti, ne dietro, se questo non avviene come è normale che sia, soprattutto all’inizio, tenerlo stretto al guinzaglio in modo da correggerlo all’istante in cui tende a tirare in avanti, e soprattutto facendoci vedere vicini, cosa che stando il cane davanti non può avvenire
  • dosare amore, calma, fermezza, e sicurezza, dove l’amore non deve essere di più rispetto al resto
  • donare affetto, carezze e dimostrazioni di consenso, solo ed esclusivamente al momento giusto, ossia quando il cane è calmo e assertivo, o quando reagisce seguendo regole
  • mai evitare i problemi ma affrontarli immediatamente seguendo le giuste regole
  • capire e comprendere il linguaggio del corpo dell’animale, sempre molto esplicito (vedi sotto)
  • fargli fare lunghe passeggiate almeno 2 ore al giorno all’aria aperta, questa cosa potrebbe essere la soluzione a molti problemi, infatti molti di essi dipendono proprio da frustrazioni dovute dalla noia
  • essere autorevoli e calmi, il cane percepisce le vibrazioni del nostro corpo, e uno stato di ansia nostro, sarà trasmesso al cane, semplicemente tenendolo al guinzaglio
  • non mollare mai durante la correzione di un comportamento sbagliato, ma solamente una volta che il cane si arrende, mostrando sottomissione
  • dargli fiducia
  • comunicare con lui soprattutto quando si impartiscono ordini, in modo deciso, al cane non interessa cosa gli dici, ma come lo dici, fate una prova: provate a dare un comando ridendo e un comando con parole a caso ma con lo stesso suono, in modo deciso, il secondo avrà più uccesso

Cosa NON fare per rendere felice il cane:

cani grassi

  • donare solo amore senza regole
  • abbracciarlo di frequente tenendolo stretto
  • assecondare i suoi comportamenti sbagliati con carezze e affetto al momento sbagliato e soprattutto nei momenti di euforia, facciamo un esempio concreto e molto usuale: quando suonano alla porta di casa, il cane normalmente tende a recarsi verso la porta con un atteggiamento molto agitato, la cosa che dobbiamo fare per cambiare questo comportamento è di attendere l’apertura della porta fino al momento in cui lo stato euforico non sarà diventato calmo, in questo modo lui capirà, che la porta la apriremo solamente se sarà calmo
  • tenerlo chiuso in casa per troppo tempo o legato ad una catena, peggio ancora se troppo corta
  • non farlo interagire con altri suoi simili
  • toccare un cane al momento in cui ci sta annusando, quando un cane si avvicina per annusarci non significa che sta venendo da noi per farsi accarezzare ma solamente per annusarci
  • allungare il cibo durante i nostri pasti o lasciare che stia sotto il nostro tavolo che ci fissa
  • abbondare con troppo cibo e soprattutto dolci, assolutamente vietati per loro
  • tenere il guinzaglio in tiro durante l’incontro con altri suoi simili o peggio dentro a recinti

Comprendere il linguaggio del cane:

  • orecchie in avanti= sguardo dominante
  • orecchie indietro= sguardo sottomesso
  • sbadiglio= noia o sottomissione
  • urinare spesso è possesso territorialità
  • leccarci significa cercare attenzione o sottomissione
  • quanto ci monta la gamba ad esempio non è buon segno, sta a significare che lui non ci vede come capobranco
  • lo scondinzolare è sinonimo di gioia e eccitazione
  • ci segue sempre in ogni parte della casa, è sinonimo di insicurezza e ansietà e non va assolutamente bene, dobbiamo insegnargli ad essere indipendente e non a dipendere in modo morboso da noi
  • quando attacca chi ci si avvicina o ci dimostra affetto, significa possesso, anche questo è un comportamento sbagliato perchè sta a significare che lui ci vede come un oggetto di sua proprietà
  • tende a tirare il guinzaglio, vuol dire che non ci vede come capobranco